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SITAX: Bonus fiscale per investimenti pubblicitari

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Il Collegato fiscale alla legge di Bilancio 2018 (D.L. n. 148/2017) ha modificato la disciplina dell’incentivo fiscale sugli investimenti pubblicitari per il 2018 introdotta con la Manovra correttiva 2017 (D.L. n. 50/2017). Il bonus fiscale prevede, a favore di imprese ed enti non commerciali, un credito di imposta calcolato sulla quota incrementale degli investimenti pubblicitari effettuati nel 2018 su quotidiani e periodici, anche on line, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Per i soli investimenti effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, l’agevolazione è prevista anche per gli investimenti effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017. L’estensione al 2017 non riguarda, quindi, gli investimenti pubblicitari su radio e televisioni.

Il credito di imposta spettante è utilizzabile esclusivamente in compensazione previa presentazione di apposita istanza telematica da inviare nel periodo tra il 1 marzo ed il 31 marzo di ciascun anno.

E’ in corso di emanazione il Regolamento di attuazione contenente la disciplina di tutti gli aspetti non direttamente regolati dalla legge. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri (comunicazione Presidenza del Consiglio dei Ministri 24 novembre 2017) ha emanato i primi chiarimenti in merito alla quantificazione del beneficio, ai limiti ed alle condizioni di ammissibilità nonché al contenuto delle istanze prenotative.

I soggetti interessati

Possono beneficiare del bonus pubblicità le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali che hanno effettuato investimenti pubblicitari agevolabili il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati nell’anno precedente sui medesimi mezzi di informazione. Con riferimento agli investimenti agevolabili nel secondo semestre 2017 il periodo di riferimento per il calcolo della quota incrementale da prendere a riferimento è il medesimo periodo del 2016 (24 giugno 2016 – 31 dicembre 2016). Pertanto, se ad esempio nell’anno “n” sono stati effettuati investimenti pubblicitari agevolabili pari a 10.000 euro e nell’anno “n+1” sono stati effettuati investimenti della stessa natura pari a 15.000 euro, la base di calcolo per il bonus pubblicità è pari a 5.000 euro. L’importo del credito di imposta sarebbe pari ad euro 3.750 (5.000 x 75%).

L’importo dell’agevolazione
Il credito d’imposta spettante è pari al:


- 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati;
- 90% del valore incrementale degli investimenti effettuati nel caso di microimprese, piccole e medie imprese, nonché start up innovative;

nel limite massimo della soglia di spesa autorizzato dal Governo nonché in applicazione degli specifici meccanismi di ripartizione previsti.

 

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N&CA: Bonus investimenti per spazi pubblicitari e inserzioni commerciali

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Con il D.L. 50/2017 è stato introdotto in Italia un credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali programmati ed effettuati sulla stampa (giornali quotidiani e periodici, locali e nazionali) e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale. Possono beneficiare del credito d’imposta i soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie, il cui valore superi di almeno l’1% gli analoghi investimenti effettuati nell’anno precedente sugli stessi mezzi di informazione.

Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale dei costi sostenuti; sale al 90% per microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative. In presenza di investimenti su entrambi i media, ossia sulla stampa e sulle emittenti radio-televisive, il soggetto richiedente può vedersi riconosciuti “due diversi crediti d’imposta”, in percentuali differenziate.

Decorrenza del beneficio

La disposizione normativa prevede l’entrata in vigore a decorrere dall’esercizio 2018; è prevista, tuttavia, la possibilità di anticipare l’agevolazione limitatamente agli investimenti sulla stampa quotidiana, periodica e “on line per i costi sostenuti nel periodo dal 24 giugno al 31 dicembre 2017. Un aspetto non ancora del tutto chiaro riguarda i soggetti interessati che nel periodo Luglio/Dicembre 2016 non hanno sostenuto costi per tali investimenti; infatti secondo l’interpretazione non restrittiva della FIEG, si ritiene che possa essere considerato incrementale l’intero costo, anche se tecnicamente viene richiesta dalla legge una base di spesa precedentemente sostenuta su cui calcolare il valore incrementale.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti ammissibili al credito d’imposta sono quelli riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti radio-televisive. Sono escluse dal credito d’imposta le spese sostenute per l’acquisto di spazi destinati a “servizi particolari”, come le televendite.

Le spese per l’acquisto di pubblicità sono ammissibili al “netto” delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad esso funzionale o connesso.

Limiti e condizioni di ammissibilità

Le spese per gli investimenti si considerano sostenute secondo il principio di competenza di cui all’art. 109 del Tuir. L’effettività del sostenimento delle spese deve risultare da apposita attestazione rilasciata “dai soggetti legittimati a rilasciare il visto di conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni fiscali, ovvero dai soggetti che esercitano la revisione legale dei conti”. Il credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante F24, è “alternativo” e “non cumulabile”, con ogni altra agevolazione in corso o prevista per analoghe fattispecie. Il “bonus” non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP.

I soggetti interessati dovranno presentare la domanda di fruizione del beneficio tramite comunicazione telematica ( “prenotazione”) su apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, in una “finestra temporale” ad oggi prevista dal 1° Marzo al 31 Marzo di ciascun anno.

EDICOM: Novità relative alla fatturazione elettronica e all’IVA elettronica nell’Unione Europea per il 2018

 

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La trasformazione digitale guidata dalla fattura elettronica sta conquistando tutta l’Unione Europea. Il 2018 è il termine ultimo stabilito dalla Direttiva 2014/55/EU entro il quale tutte le Amministrazioni pubbliche europee dovranno adottare obbligatoriamente la fattura elettronica. Proprio per questo ormai da anni gli stati membri si stanno preparando, personalizzando la direttiva in base alle loro necessità. Oltre alla fatturazione elettronica anche altrinche sistemi, come la dichiarazione IVA o la contabilità elettronica tramite SAF-T, si stanno imponendo tra le aziende europee.

Riepiloghiamo ora tutti i cambiamenti obbligatori che i principali paesi dell’Unione Europea saranno tenuti ad affrontare.

L’Italia continua a restare salda al primo posto per quanto riguarda lo scambio di dati elettronici B2G e B2B. Il governo prevede di introdurre entro il 2018 l’obbligo di ricezione di ordini elettronici tramite piattaforma NSO, per tutti i fornitori del settore sanitario pubblico. La piattaforma NSO punta a diventare il canale aggregatore attraverso il quale transiteranno tutti gli ordini che verranno poi inviati ai rispettivi fornitori. In questo modo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze potrà verificare la correlazione tra ordini e fatture. Nell’ambito B2B, è inoltre prevista per il prossimo anno l'entrata in vigore dell’obbligatorietà dell’uso della fattura elettronica per le aziende del settore petrolifero e i loro fornitori. L’obiettivo è quello di ampliare questo sistema, diffondendolo, negli anni a venire, a tutte le aziende italiane impegnate negli  scambi B2G e B2B.

In Spagna, il sistema dell’IVA elettronica in tempo reale SII (Suministro Inmediato de la Información) entrerà in vigore nelle comunità autonome dei Paesi Baschi e di Navarra dal 1 gennaio 2018. A partire dal 1 luglio 2017 la sua obbligatorietà si estenderà a tutto il paese, coinvolgendo 62.000 aziende.

 

La Francia obbligherà dal 1 gennaio 2018 le proprie aziende  a emettere fattura elettronica verso il settore pubblico. Per l’anno 2019 è prevista l’inclusione anche delle micro aziende. Nel paese d’oltralpe, la piattaforma utilizzata è chiamata Chorus Pro.

 

L’Inghilterra prosegue con la digitalizzazione del suo sistema sanitario nazionale NHS. Nel 2018, inieranno con la fatturazione elettronica anche  le aziende farmaceutiche, i laboratori e le farmacie. Per questo è necessario che le aziende rispettino i requisiti di sincronizzazione dei dati dei prodotti tramite GDSN e che sottoscrivano un servizio PEPPOL Access Point dedicato.

 

La Germania sta preparando la propria legislazione in materia di fatturazione elettronica e definisce il sistema in base al quale avverrà lo scambio elettronico delle fatture. Il punto di accesso per la ricezione delle fatture elettroniche emesse dai fornitori dei ministeri federali e degli organi centrali costituzionali tedeschi sarà costituito da un portale centrale. Per accedervi i fornitori dovranno creare essere in possesso di proprie credenziali. In questo modo, qualsiasi fornitore dotato di un account utente univoco sarà in grado di inviare le proprie fatture ad un qualsiasi ministero federale e/o organismo pubblico.

In Belgio, il governo fiammingo stabilisce che a partire dal 1 gennaio del 2018 la fattura elettronica sarà obbligatoria per le aziende che partecipano a bandi di gara con importi superiori ai 135.000 euro.

In Svezia la fattura elettronica è già obbligatoria dal 2008 per le agenzie centrali del governo, mentre nel 2014 tutte le aziende con oltre 50 dipendenti hanno introdotto l’uso degli ordini elettronici. A partire dal 2018, le agenzie governative dovranno utilizzare la rete PEPPOL per tutte le procedure di trasmissione ordini e ricezione di fatture.

L’Ungheria lavora per introdurre un sistema elettronico di dichiarazione IVA in tempo reale (disponibile 24 ore su 24) entro luglio 2018. Il governo ha già implementato la piattaforma KOBAK, da cui è ora possibile effettuare dei test. Questa normativa sarà valida per le aziende registrate in Ungheria e con un valore IVA pari o superiore ai 100.000 fiorini ungheresi.

La Polonia si sta progressivamente adattando a questo nuovo sistema di dichiarazione dei registri IVA tramite SAF-T, già utilizzato dalle grandi aziende da luglio 2016 e, a partire da gennaio 2018, anche dalle imprese con meno di 15 dipendenti. L’obbligo riguarda tutte le aziende registrate in Polonia e soggette a IVA, anche se queste non hanno sede fiscale nel paese.

La Norvegia rimanda invece al 2019 l’adozione del SAF-T prevista per gennaio 2018. Dal 2017 lo scambio degli archivi IVA in formato SAF-T è volontario.

 

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N&CA: stabile organizzazione personale (c.d. agent clause)

 

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Come noto la nozione di “stabile organizzazione” viene usata per individuare il presupposto soggettivo necessario per l’imposizione fiscale , anche in uno stato estero, del reddito derivante da un’attività economica ivi svolta da un soggetto residente in altro Stato.

Il modello OCSE all’articolo 5, par. 5, precisa che quando una persona, diversa da un agente che goda di uno status indipendente, opera per l'impresa straniera, abitualmente e con stabili poteri legali di rappresentanza che le permettono di concludere contratti a nome dell'impresa stessa, si può considerare che tale impresa abbia una “stabile organizzazione personale” in quest’ultimo Stato senza che necessariamente si rilevi la presenza di una sede fissa d’affari dell’impresa estera.

Quindi il c.d. agente dipendente, a differenza del soggetto che opera in modo autonomo, configura una stabile organizzazione personale su un determinato territorio della casa madre.

Non costituisce stabile organizzazione dell’impresa non residente, invece, il solo fatto che essa eserciti nel territorio dello Stato la propria attività per mezzo di un mediatore, di un commissionario generale, o di ogni altro intermediario che goda di uno status indipendente, a condizione che dette persone agiscano nell’ambito della loro ordinaria attività.  Il rischio imprenditoriale infatti grava in questo caso in capo all’agente indipendente  e non i capo all’impresa non residente.

I requisiti che definiscono una “stabile organizzazione personale” sono quindi i seguenti:

ü  Requisito soggettivo: persona fisica che operi sotto forma  diversa da agente indipendente

ü  Requisito oggettivo:  esercizio  abituale in nome e per conto dell’impresa con il potere di concludere affari .

ü  Inerenza strumentalità delle attività svolte da parte dell’agente rispetto all’attività d’impresa esercitata dalla casa madre (industriale o commerciale).

Sempre l’OCSE ha precisato che per quanto riguarda il potere di concludere contratti si concretizza quando la persona fisica ha l’autorità a negoziare tutti gli elementi fondamentali alla conclusione del contratto ed alle fissazione delle clausole negoziali anche in mancanza di un vero e  proprio potere di firma in capo all’agente.

La normativa civilistica e fiscale italiana (articolo 162, comma 6, del Tuir) ha  interamente recepito la raccomandazione OCSE definendo stabile organizzazione dell’impresa , il soggetto residente o non residente che in Italia conclude contratti in nome e per conto dell’impresa non residente con conseguente attrazione dei redditi prodotti in Italia alla tassazione locale.

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.

Studio Nicolini Commercialisti Associati

Via Visconti di Modrone n.38
20122 Milano
Tel. +39.02.76.02.15.14
Fax. +39.02.78.05.13
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DENTONS: Nuove soglie di fatturato per la notifica preventiva delle operazioni di concentrazione

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A partire dal 29 agosto 2017, si applicheranno nuove soglie di fatturato per la notifica preventiva delle operazioni di concentrazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (“AGCM”).

Le nuove soglie sono state introdotte dalla Legge n. 124/2017 del 4 agosto 2017 (cd. Legge sulla Concorrenza) che ha novellato il comma 1 dell'art. 16 della Legge n. 287/1990.

La Legge sulla Concorrenza, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2017, entrerà in vigore il 29 agosto 2017.

 

Quali sono le nuove soglie di fatturato applicabili?

Le operazioni di concentrazione tra imprese dovranno essere preventivamente comunicate all’AGCM qualora siano soddisfatte cumulativamente le seguenti condizioni:

  • il fatturato totale realizzato a livello nazionale dall’insieme delle imprese interessate dall’operazione è superiore a 492 milioni di Euro;
  • il fatturato totale realizzato individualmente a livello nazionale da almeno due delle imprese interessate è superiore a 30 milioni di Euro.

Cosa cambia in concreto?

A parte la riduzione delle soglie di fatturato (prima della modifica le soglie di fatturato erano fissate rispettivamente in 499 e 50 milioni di Euro), non cambia nulla per la prima soglia mentre per la seconda si continuerà a prendere in esame il fatturato dell’impresa target ma (ed è questa la vera novità) si prenderà in considerazione anche il fatturato di altre imprese eventualmente interessate dall’operazione (come ad es. nel caso di Joint Venture).

 

Per eventuali ulteriori informazioni o richieste di chiarimenti: 


Michele Carpagnano

Partner, Head of Competition & Antitrust
T +39 06 809 120 00   
michele.carpagnano@dentons.com
Dentons Europe Studio Legale Tributario
Via A. Bertoloni 44, 00197 Rome, Italy

 

  

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