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Baker & McKenzie: il welfare aziendale

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La legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016) ha ridefinito l'impianto normativo afferente al WELFARE AZIENDALE allo scopo di incrementare la produttività, rafforzare la partecipazione dei dipendenti all'impresae sviluppare politiche a sostegno dei lavoratori e dei propri familiari, facendo leva sulla variabile fiscale.

Sul piano tecnico il Legislatore è intervenuto con una articolata disciplina che si sviluppa su due livelli:

-        da una parte, mediante l'introduzione (a regime) della tassazione agevolata in forma sostitutiva dei premi di risultato e delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili, e

-        dall'altra, riscrivendo ed ampliando la casistica di benefit aziendali soggetti ad un regime fiscale e previdenziale di favore.

La novità più significativa, però, consiste nell'interazione tra le due forme di agevolazione: infatti, viene espressamente consentita la sostituzione dei premi di risultato in denaro con i benefit aziendali in natura, a discrezione del lavoratore, senza che ciò ne comporti la tassazione neppure di carattere sostitutivo.

Le suddette previsioni contenute nella Legge di Stabilità 2016 hanno trovato attuazione con decreto interministeriale 25 marzo 2016 ("Decreto") e si applicano alle erogazioni effettuate nel periodo d'imposta 2016 e successivi.

(i) La tassazione agevolata dei premi di risultato e delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell'impresa

L'art. 1 comma 182 della Legge di Stabilità 2016 prevede che sono soggetti a una imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionali e comunali pari al 10% , salva espressa rinuncia scritta del lavoratore:

-        i premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione misurabili e verificabili sulla base di specifici criteri definiti dal Decreto, nonché

-        le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell'impresa, ossia, agli utili distribuiti ai sensi dell'art. 2102 c.c.

entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro lordi per dipendente . L'importo agevolato è elevato a 2.500 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell'organizzazione del lavoro.

L'agevolazione si applica ai lavoratori dipendenti appartenenti al settore privato titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore, nell'anno precedente a quello di percezione dei premi, a50.000 euro.

Tale disciplina agevolativa, introdotta come strumento stabile nel nostro ordinamento in quanto non circoscritta a determinati periodi di imposta, si applica in via automatica, salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro.

Il lavoratore, infatti, può scegliere di non ricevere, in tutto o in parte, il premio di produttività e, in alternativa, può scegliere di fruire dei benefit di cui ai commi 2 e 3 (ultimo periodo) dell'art. 51 del TUIR, per gli stessi importi o parte di essi, senza che gli stessi concorrano alla formazione del reddito di lavoro dipendente, o che siano assoggettati all'imposta sostitutiva del 10% di cui si tratta. Pertanto, tali benefit, anche nel caso in cui siano fruiti, per scelta del dipendente, in sostituzione, in tutto o in parte, dei premi di produttività di cui all'oggetto, non scontano alcuna imposta, ovviamente nei limiti di esenzione previsti dal TUIR (ad esempio il limite è di 3.615,20 euro nel caso il lavoratore opti per la trasformazione del premio in contributi da versare a enti aventi finalità assistenziali).

Il trattamento fiscale in capo al datore di lavoro previsto per questo tipo di agevolazione considera i premi di produttività come costi interamente deducibili dal reddito dell'impresa. In relazione alle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell'impresa il Decreto richiama espressamente l'applicazione dell'art. 95, comma 6, del TUIR, secondo cui sono deducibili dal reddito d'impresa del datore di lavoro ai sensi dell'art. 95, comma 6, del TUIR indipendentemente dalla loro imputazione a conto economico.

(ii) Il welfare aziendale all'interno del TUIR

Come anticipato, la Legge di Stabilità 2016 è intervenuta in materia di incentivazione del welfare aziendale anche attraverso la riscrittura e l'ampliamento delle fattispecie costituenti benefit aziendali soggetti ad un regime fiscale e previdenziale di favore previste dall'art. 51 del TUIR.

Rilevano, al riguardo, le modifiche alle lett. f) e f-bis) del comma 2 dell’art. 51 del TUIR dedicate, rispettivamente, agli oneri di utilità sociale ed alle spese di istruzione, l'inserimento della nuova lett. f-ter) relativa ai servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti, e la previsione, al nuovo comma 3-bis, della possibilità di erogare i benefit ai dipendenti attraverso voucher.

 

a) Oneri di utilità sociale

Il nuovo testo della lettera f) prevede che non concorre alla formazione del reddito "l'utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di  dipendenti e ai familiari indicati nell'articolo 12 per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 100 ". Trattasi delle misure concesse ai dipendenti per finalità specifiche di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale, sanitaria e religiosa. L'elemento di novità introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 non è legato alla tipologia di benefit, bensì nella possibilità di erogarli non solo per volontà del datore di lavoro come previsto dall'art. 100 del TUIR, a cui rinvia la lettera f), ma anche quale misura derivante da un contratto, un accordo o un regolamento aziendale, al fine di incentivare lo sviluppo dei piani di welfare aziendale attribuendo maggiore forza contrattuale ai dipendenti che potranno valutare l'utilizzo di questo strumento in fase di negoziazione delle condizioni di lavoro.

Dal punto di vista del datore di lavoro, le spese sostenute in base ad un vincolo contrattuale per erogare opere e servizi ai dipendenti sembrerebbero integralmente deducibili in base all'art. 95 del TUIR, diversamente dalle spese sostenute volontariamente che sono deducibili in base all'art. 100 nella misura del 5 per mille del costo per prestazioni di lavoro dipendente.

 

b) Spese di istruzione

Il nuovo testo della lett. f-bis) prevede che non concorrono alla formazione del reddito "le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell'articolo 12, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari".

In questo caso il legislatore, nell'adeguare il testo normativo, ha confermato la possibilità di esentare da imposizione i servizi, le prestazioni, e le somme di denaro erogate a titolo di anticipo/rimborso delle spese di istruzione sostenute dal dipendente per il coniuge, figli e familiari. Rientrano in tale casistica, ad esempio: iscrizione a rette per la frequenza di asili nido, scuole materne, scuole elementari, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, borse di studio ovvero premi corrisposti per fini di studio o di addestramento professionale, nonché elargizioni volte a sostenere gli studenti nello svolgimento di un'attività di studio o di formazione, frequenza di ludoteche e centri estivi e invernali.

Dal punto di vista del datore di lavoro, le spese sostenute per erogare tali somme, prestazioni e servizi ai dipendenti sembrerebbero integralmente deducibili in base all'art. 95 del TUIR.

 

c) Servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti

Con l'introduzione della lettera f-ter), invece, la Legge di Stabilità 2016 ha esteso le fattispecie di benefit esclusi da tassazione alle "le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti indicati nell'articolo 12", intercettando una domanda sicuramente crescente di servizi in un settore, quale quello dell'assistenza agli anziani, meritevole di tutela, e nel quale il privato può concretamente giocare un ruolo importante di sostegno al sistema del welfare.

Dal punto di vista del datore di lavoro, le spese sostenute per erogare tali somme e prestazioni ai dipendenti sembrerebbero integralmente deducibili in base all'art. 95 del TUIR.

 

d) Voucher

 

La Legge di Stabilità 2016 ha altresì previsto la possibilità di erogare i benefit di cui ai commi 2 e 3 attraverso voucher, vale a dire con documenti di legittimazione in formato cartaceo o elettronico, riportanti il valore nominale dei servizi. Qualora si ricorra ai voucher, sia cartacei che elettronici, per la fruizione dei servizi di welfare vanno però rispettati i requisiti tassativi previsti dall’articolo 6 del Decreto, ossia, devono essere nominativi, non possono essere utilizzati da persona diversa dal titolare del beneficio, non possono essere monetizzati o ceduti a terzi, devono dare diritto a un solo bene, prestazione, opera o servizio per l’intero valore nominale senza integrazioni a carico del titolare.



avv. Uberto Percivalle

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