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BAKER & MCKENZIE, riforma pensionistica

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Riforma pensionistica: anticipo pensionistico (Ape) e altre misure di flessibilità in uscita. Una opportunità di ricambio generazionale, ma anche un meccanismo per poter fruire di meccanismi di incentivazione all'assunzione in entrata

 Finalmente Governo ed i sindacati hanno firmato il tanto agognato accordo programmatico di riforma delle pensioni, che contiene -tra le più importanti novità- i requisiti per accedere all’Ape, acronimo che sta per Anticipo Pensionistico.

Attraverso questo istituto si vorrebbe consentire a chi è prossimo al raggiungimento del requisito dell’età anagrafica per la fruizione della pensione di vecchiaia di accedere anticipatamente alla pensione. E' un provvedimenti che infatti interessa una ampia platea di lavoratori dipendenti.

Ricordiamo che unitamente al requisito dei 20 anni di contribuzione, dal punto di vista anagrafico, l'accesso alla pensione di vecchiaia soggiace a queste soglie di età:

a) lavoratrici dipendenti

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 65 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi 
dal 1° gennaio 2019 66 anni e 7 mesi* 

*Requisito da adeguare alla speranza di vita

b) lavoratori dipendenti

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018

66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 66 anni e 7 mesi*

L’anticipazione per l’uscita dal mondo del lavoro potrebbe avvenire fino a 3 anni e 7 mesi rispetto alla soglia di vecchiaia (ossia a partire da 63 anni).

Questo meccanismo di flessibilità in uscita prevede degli oneri finanziaria a carico dei lavoratori dipendenti per guadagnarsi la pensione in anticipo.

Il Governo sta anche ipotizzando delle agevolazioni a favore delle categorie più deboli, quali il riconoscimento di detrazioni fiscali o il cosiddetto Ape social, ossia senza necessità di provvedere alla restituzione della somma anticipata dalla banca e che quindi diventerebbe del tutto a costo zero.

L'Ape prevede alcuni steps a carico dell'INPS, che dovrà:

- certificare la situazione previdenziale del lavoratore prossimo alla pensione;

- perfezionare con il soggetto finanziario (banche, istituti di credito) l’operazione di prestito;

- erogare al lavoratore l’assegno anticipato per il periodo residuo fino al conseguimento dell'età pensionistica.

Il prestito dovrà essere rimborsato alla banca, sempre attraverso l’Inps, con rate mensili comprensive di capitale e interessi entro un periodo di 20 anni.

In aggiunta all’Ape il Governo si è impegnato a introdurre ulteriori misure di flessibilità in uscita, con lo scopo di favorire i lavoratori che hanno iniziato a lavorare molto giovani (quelli che hanno lavorato 12 mesi effettivi, anche non continuativi, prima del compimento del 19° anno di età) e quelli che hanno svolto attività usuranti (ossia quelli che hanno svolto 1 o più attività usuranti, per un periodo di almeno 7 anni nel corso degli ultimi 10 di lavoro).

Per entrambe queste categorie di soggetti si prevedrebbe una uscita anticipata dal mondo del lavoro non molto oltre i 60 anni.

Per quelli precoci, infatti, privi di ammortizzatori sociali la pensione si maturerebbe con 41 anni di contributi. Per quelli che hanno svolto lavori usuranti anche un prepensionamento di 12-18 mesi prima rispetto alla soglia dei 63 anni.

Tutto questo piano prevede degli investimenti finanziari notevoli da parte del Governo, stimati in 6.5 miliardi di euro, ed ovviamente il Governo è alla ricerca di risorse per poter dare esecuzione alla riforma pensionistica.

La riforma del sistema pensionistico offre sicuramente una opportunità di ricambio generazionale per le aziende, consentendo ai lavoratori più anziani di anticipare la data di uscita dall'azienda, e l'assunzione di giovani risorse, anche attraverso meccanismi di incentivazione all'assunzione, quindi con importanti sgravi contributivi.

Restiamo a disposizione per ogni opportuna analisi in merito a specifiche casistiche.

 

Avv. Uberto Percivalle, Partner Avv. Sergio Antonelli, Senior Associate

uberto.percivalle@bakermckenzie.com

sergio.antonelli@bakermckenzie.com

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Baker & McKenzie

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