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BAKER & MCKENZIE, Utilizzo dei voucher da parte dei datori di lavoro: disciplina e procedura

Baker-McKenzie_LOGO.jpgIl recente decreto legislativo n. 185/2016, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 24 settembre 2016, ha apportato una serie di correttivi alla normativa del Jobs Act.

Tra le varie modifiche, una delle più discusse riguarda il lavoro accessorio ed, in particolare, l'utilizzo dei cd. voucher da parte dei committenti imprenditori non agricoli o professionisti.

- Innanzitutto, è necessario ricordare che per lavoro accessorio si intende l'insieme delle prestazioni lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a € 7.000 netti (€ 9.333 lordi) nel corso di un anno civile (dal 1° gennaio al 31 dicembre), le quali vengono retribuite attraverso voucher (o buoni lavoro) che garantiscono, oltre al compenso, anche la copertura previdenziale presso l'INPS e quella assicurativa presso l'INAIL.

- In particolare, i voucher consistono in buoni orari, numerati progressivamente e datati, dal valore nominale fissato ogni anno da un decreto ministeriale ed attualmente pari a € 10 lordi (€ 7,50 dopo le trattenute previdenziali ed assistenziali), acquistabili dal committente telematicamente -tramite il sistema informatico dell'Inps- oppure in versione cartacea presso tabaccai, banche abilitate ed uffici postali.

Per contrastare forme illecite di lavoro accessorio, la riforma Jobs Act aveva introdotto una procedura che permettesse la tracciabilità dei voucher, la quale è stata, appunto, riscritta dal nuovo decreto legislativo n. 185.

Gli imprenditori ed i professioni hanno, adesso, l'obbligo di comunicare alla sede territoriale competente dell'Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica ed almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione, le seguenti informazioni:

• dati anagrafici o codice fiscale del lavoratore;

• luogo, giorno e ora di inizio e di fine della prestazione.

La violazione di tale obbligo sarà punita con una sanzione amministrativa di importo variabile, da 400 a 2.400 Euro, per singolo lavoratore nei confronti del quale è stata omessa la comunicazione, senza possibilità di ricorrere alla procedura di diffida.

Sebbene la norma auspicasse l'emanazione di un decreto del Ministro del Lavoro per l'individuazione delle modalità applicative dell'obbligo di comunicazione, sul punto è intervenuto il nuovo Ispettorato Nazionale del Lavoro che, con circolare n. 1 del 17 ottobre 2016, ha chiarito il quadro generale degli adempimenti relativi all'utilizzo dei voucher.  I committenti, infatti, dovranno:

• innanzitutto, effettuare la denuncia di inizio attività all'Inps (la cui omissione comporterà l'applicazione della maxi-sanzione sul lavoro nero);

• prima di ogni singola prestazione di lavoro accessorio, comunicare via e-mail alle competenti sedi territoriali dell'Ispettorato i dati richiesti dalla legge (ed, in mancanza della comunicazione in questione, si applicherà la specifica sanzione sopra descritta).

Il provvedimento fa, poi, riferimento all'adozione di uno specifico decreto ministeriale, il quale disciplinerà la possibilità di effettuare quest'ultima comunicazione mediante sms.

Infine, la circolare sembra suggerire tra le righe che, per il periodo compreso tra l'entrata in vigore della nuova procedura (8 ottobre 2016) e la pubblicazione di tali chiarimenti (17 ottobre 2016), visto l'assenza di qualsiasi tipo di indicazione operativa, le sanzioni per omessa comunicazione non saranno irrogate - salvo casi in cui sia dimostrabile un intento fraudolento da parte del datore.

 

Avv. Uberto Percivalle, Avv. Sergio Antonelli, Dott.ssa Cristina Brevi

uberto.percivalle@bakermckenzie.com

sergio.antonelli@bakermckenzie.com

cristina.brevi@bakermckenzie.com

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