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BAKER & MCKENZIE: La Legge di Stabilità per il 2017 e l'"opzione donna"

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E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge n. 232 dell'11 dicembre 2016, meglio nota come Legge di Stabilità 2017, la quale entrerà in vigore dal 1° gennaio 2017.

Tante sono le novità introdotte, soprattutto in materia pensionistica: dalla possibilità di accedere anticipatamente alla pensione tramite l'APE (nelle sue tre versioni "social", "datoriale" e "volontaria"), alla facoltà di cumulare gratuitamente i periodi assicurativi versati a diverse gestioni; dall'accesso al pensionamento anticipato fino a 5 anni per i lavoratori sottoposti ai c.d. lavori usuranti, alla riduzione del requisito contributivo di 1 anno e 10 mesi per gli uomini e di 10 mesi per le donne, indipendentemente dall'età anagrafica, per determinate categorie di lavoratori c.d. precoci.

Di particolare interesse è, inoltre, la c.d. opzione donna, disciplinata dall'art. 1, comma 222, della menzionata legge.

L'opzione donna, introdotta in via sperimentale nel lontano 2004, permette alle lavoratrici dipendenti ed autonome di andare anticipatamente in pensione qualora entro il 31 dicembre 2015 le stesse raggiungano rispettivamente 57 e 58 anni d'età e maturino almeno 35 anni di contributi.

Tuttavia, dal momento che a partire dal 2013 il requisito anagrafico per il raggiungimento dell'età pensionabile è stato aumentato di 3 mesi, tale possibilità di accedere alla pensione in anticipo era esclusa per le donne nate nell'ultimo trimestre del 1958 (per le dipendenti) o del 1957 (per le autonome).

Con la Legge di Stabilità 2017, l’opzione donna è stata estesa alle lavoratrici dipendenti nate tra ottobre e dicembre del 1957 e a quelle autonome nate negli stessi mesi del 1958.

Pertanto, visto che a decorrere dal 2016 l’età di pensionamento è stata aumentata di ulteriori 4 mesi, la data entro cui si dovrà maturare il requisito anagrafico richiesto dall’opzione donna è il 31 luglio 2016.

A fronte della scelta di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, l'assegno pensionistico di chi aderisce all'opzione donna sarà ricalcolato secondo il metodo contributivo (e non in base a quello misto o interamente retributivo), con una conseguente decurtazione dell'importo corrisposto pari, secondo le stime ministeriali, al 18% per le dipendenti ed al 27% per le autonome.

Sempre secondo fonti ufficiali, l'ampliamento dell’opzione donna in questione riguarderà una platea di destinatarie di circa 2.600 dipendenti, 670 autonome e 860 lavoratrici del settore pubblico, per un totale di oltre 4 mila lavoratrici.

Resta ferma, infine, la previsione per cui la pensione anticipata decorrerà rispettivamente 12 mesi (per le dipendenti) e 18 mesi (per le autonome) dopo la maturazione dei requisiti di età e anzianità contributiva, trascorsi i quali la lavoratrice potrà presentare domanda all'Inps senza alcun vincolo temporale, essendo ormai "cristallizzati" i requisiti richiesti.

Occorre confrontarsi con questa disciplina, in quanto di questi tempi diventa un ottimo strumento per incentivare l'uscita dal mondo del lavoro di lavoratrici prossime alla pensione.

Per ulteriori informazioni: 

avv. Uberto Percivalle uberto.percivalle@bakermckenzie.com

avv. Sergio Antonelli   sergio.antonelli@bakermckenzie.com

dott.ssa Cristina Brevi   cristina.brevi@bakermckenzie.com

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