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STUDIO DLMS: Novità in materia di whistleblowing

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Il whistleblowing, forma di denuncia di illeciti commessi all’interno di un’organizzazione privata o di un ente pubblico, è considerato, nella realtà internazionale, un efficace strumento per far emergere e perseguire condotte in violazione di legge (es. episodi di corruzione o infedeltà patrimoniali).

Il 15 novembre 2017 il Parlamento italiano ha approvato una proposta di legge in materia che: (a) modifica la disciplina già prevista per i dipendenti pubblici che segnalano illeciti, estendendo parzialmente le tutele a favore di dipendenti del settore privato; (b) modifica la disciplina del D. Lgs. 231/2001, in relazione, tra l’altro al contenuto dei modelli organizzativi; (c) introduce per il soggetto che segnala illeciti una giusta causa di rivelazione di notizie coperte da segreto.

A.        Le tutele a favore dei segnalanti

Le nuove disposizioni di legge, tra l’altro, ampliano a livello oggettivo e soggettivo le tutele offerte ai soggetti che segnalano illeciti, originariamente previste solo a favore di dipendenti pubblici.

In particolare,

(i)        sono vietate e nulle le misure ritorsive nei confronti di dipendenti che segnalano, al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, all’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) o all’autorità giudiziaria o contabile, condotte illecite di cui siano venuti a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro;

(ii)       tra le misure ritorsive vietate, oltre al licenziamento sono stati espressamente aggiunti il trasferimento e il demansionamento e il riferimento alle misure discriminatorie vietate è stato esteso a misure organizzative aventi effetti negativi;

(iii)      è stato posto a carico del datore di lavoro l’onere di dimostrare che le misure discriminatorie o ritorsive adottate nei confronti del segnalante sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione stessa;

(iv)      sono state rafforzate le previsioni a tutela dell’anonimato del segnalante;

(v)       sono state attribuite all’ANAC funzioni di vigilanza, regolamentari e sanzionatorie (tra l’altro, in caso di mancato avvio di attività di verifica delle segnalazioni);

(vi)      è stato previsto che la suddetta disciplina si applichi non soltanto ai dipendenti pubblici, ma anche ai dipendenti degli enti pubblici economici, ai dipendenti di enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico e ai lavoratori e collaboratori di imprese fornitrici di beni e servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione pubblica.

B.         Le modifiche ai modelli organizzativi ai sensi del D. Lgs. 231/2001

A seguito della modifica normativa, i modelli organizzativi previsti dal D. Lgs. 231/2001 dovranno, tra l’altro, prevedere

  1. canali che consentano segnalazioni di condotte illecite garantendo la riservatezza dell’identità del segnalante,
  2. il divieto di atti di ritorsione nei confronti del segnalante per motivi legati alla segnalazione,
  3. sanzioni nei confronti di chi viola le misure di tutela del segnalante nonché di chi effettua con dolo o colpa grave segnalazioni che si rivelano infondate.

Inoltre, l’adozione di misure discriminatorie nei confronti dei segnalanti potrà anche essere denunciata all’Ispettorato del Lavoro, per i provvedimenti di competenza, sia dal segnalante che da organizzazioni sindacali.

C.        Giusta causa di rivelazione di notizie coperte da segreto

Le nuove disposizioni prevedono che - in caso di segnalazioni o denunce effettuate nelle forme e nei limiti previsti dalla legge - il perseguimento dell’interesse all’integrità delle amministrazioni, pubbliche e private, nonché alla prevenzione e alla repressione delle malversazioni, costituisce giusta causa di rivelazione di notizie coperte dall’obbligo di segreto (d’ufficio, professionale o aziendale).

*   *   *   *   *

Le novità normative qui brevemente descritte sollevano una serie di questioni in relazione, tra l’altro, all’ambito di applicabilità delle disposizioni originariamente dettate per i dipendenti pubblici a società fornitrici della pubblica amministrazione e al coordinamento di tali disposizioni con quelle previste dal modificato D. Lgs. 231/2001.

È naturalmente troppo presto per fare valutazioni sull’impatto che potranno avere le nuove disposizioni sull’effettiva prevenzione degli illeciti. Tuttavia, si può sin da ora prevedere che la responsabilizzazione di società ed enti interessati dalla riforma comporterà la necessità di approntare nuovi strumenti organizzativi e di fare ricorso, con sempre maggior frequenza, ad attività di internal investigations, analogamente, del resto, a quanto accade da tempo per società che fanno parte di gruppi statunitensi o che hanno attività negli Stati Uniti d’America.

Avv. Marco Scalera (mscalera@dlms.it)

Avv. Marco Spada (mspada@dlms.it)

www.dlms.it

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